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Dedicarmi agli imprenditori è la missione della mia vita, conoscerli meglio, condividere strategie che danno un significato alla presenza sul mercato delle loro aziende (e della mia…), conoscere i loro obiettivi, a volte anche raccogliere lo sfogo per alcune loro delusioni, insomma non sono un confessore, ma poco ci manca.

Naturalmente non è sempre così facile, perché molte volte si cercano soluzioni non avendo l’esatto polso della situazione, visto che non ho a disposizione, come è giusto che sia, tutte le informazioni dell’azienda cliente che dovrebbero ovviamente essere conoscenza di un’unica entità: l’imprenditore stesso.

Chi è alla testa di un’iniziativa imprenditoriale, che sia un capitano d’industria, un commerciante, un artigiano o un professionista con uno studio organizzato (quindi non più tanto libero…), dovrebbe avere a disposizione tutte, dico tutte, le informazioni che consentono la valutazione di fatti e persone, prima di avviare qualsiasi tipo di iniziativa interna o esterna alla propria azienda.

Chi ha il totale controllo dei flussi è vincente, chi non lo ha è a forte rischio!

Cosa intendo per flussi? Generalizzando i flussi potrebbero essere quelli di denaro, ma non è proprio questo quello che intendo. I flussi sono informazioni, conoscenza, anche numeri, tutto ciò che si muove quotidianamente con l’azienda, calcoli più o meno complessi, che consentono di valutare se e come fare, ogni qualvolta l’imprenditore debba prendere delle sue decisioni strategiche o organizzative.

Una volta compreso il motivo di conoscere i propri numeri, ogni imprenditore o libero professionista che intende presidiare con forza il proprio mercato, oltre a disporre dei principali dati di gestione della cassa (le entrate, le uscite, le spese fisse, conti bancari, scadenze, etc., etc…), dovrà avere accesso immediato a molti altri dati relativi a:

  • clienti (numero, dati di profilo, principali gusti, visite periodiche, acquisti, grado di soddisfazione, etc)
  • attività promozionali (costi dell’investimento, ricavi nel periodo, ROI, etc)
  • magazzino (acquisti, vendite, giacenze, etc)
  • comunicazione (istituzionale, direzionale, relazionale, etc)
  • costo di acquisizione del cliente
  • numero delle vendite
  • importo medio di vendita
  • percentuali di ricarico
  • costi di produzione
  • valore del cliente nel tempo (medio)

Ovviamente sono voci elencate così a getto, per sottolineare un concetto: se non si conoscono i dati non si può assolutamente fare strategia ed alcun investimento improvvisato o non ragionato con conti alla mano.

Bisogna avere i numeri in mano per prendere qualsiasi decisione aziendale.

L’intuito e l’esperienza dell’imprenditore contano ancora molto ma, in un mercato che va molto veloce, il controllo dei flussi è assolutamente indispensabile.

Con l’utilizzo dell’informatica oggi si possono ottenere immediatamente moltissimi dati, ma naturalmente per usare questi sistemi va rivisto il modello d’impresa, formato il personale, individuate le giuste attrezzature, aggiornate sia tutte le modalità di relazione con la clientela, che la gestione della comunicazione esterna ed interna.

Chi intende operare con l’esclusivo uso del proprio intuito, delle proprie sensazioni e valutazioni personali, ha già perso in partenza – tanto denaro (aggiungo).

Avere i dati in mano per prendere decisioni è un punto di vista di assoluto rilievo che è esclusivo privilegio di chi è a capo di un’impresa.

Far fruttare i flussi per godersi la vista!

Have you a good day!

Giorgio