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Il salto generazionale per il controllo di un’impresa è decisamente alto e può causare moltissimi problemi ad una azienda di famiglia.

In Italia si stima che le aziende familiari siano circa 784.000, pari ad oltre l’85% del totale aziende* (fonte AIDAF), un numero pazzesco, che ha la problematica quasi sempre del trapasso generazionale.

Guardando lo scenario dal punto di vista del marketing e tutto ciò che ne consegue, si vede come l’irrinunciabile digitalizzazione delle imprese, il mercato globale e la rete, rendono assolutamente necessario un veloce adeguamento del modello di business. Questo causa un confronto culturale tra le generazioni molto forte.

Per tante famiglie/imprese che vedono asciugarsi sempre di più il loro business, non essendo più adeguate al mercato, anche producendo ottimi prodotti e/o servizi, il disorientamento del “patriarca”, ossia dell’imprenditore custode delle tradizioni e gestore in toto dell’azienda, dà velocità alla caduta libera, vuoi per la concorrenza che è molto aggressiva ed organizzata, vuoi per la mancanza di abitudine ad evolversi con scelte adeguate al mercato di oggi.

Da qui, i figli che subentrano con le proprie idee e freschi di un’inutile anche se prestigiosa laurea (poco adeguata anche questa al mercato), che rappresentano “ministeri senza portafoglio” all’interno dell’impresa, non garantiscono il cambio di passo necessario per rivalorizzare l’azienda e renderla un player di valore.

Tra le aziende che ho seguito in tanti anni di attività, lo scenario che si presenta è da un punto di vista umano disarmante, ma vedendolo come opportunità, è un immenso campo di lavoro che si presenta a chi fa consulenza strategica e che conosce come me, sia il vecchio che il nuovo mercato.

Ho visto anziani imprenditori svuotare le casse dell’azienda, per poi mandare a casa molti dipendenti, con la scusa della crisi (che non è di mercato, ma culturale….), lasciando i propri figli in azienda con immensi grattacapi, pur tenendo il cordone della borsa sempre in mano. Pessimi, anzi, disastrosi!

Il non voler cambiare il modello d’impresa delle PMI, adeguandolo alle tecniche di presenza sul mercato attuali, rappresenta uno dei grandi problemi dell’Italia di oggi.

Parlando poi dei giovani, chi ha verve e preparazione va via dal Paese, non investe un centesimo su una situazione in cui prevede grossa conflittualità con chi è alla testa dell’azienda e riguardo gli altri, generalmente la preparazione è acerba, perché le scuole italiane fanno teoria e poca pratica introduttiva alle attività da realizzare che troveranno una volta operativi.

Dato questo scenario, molto diffuso sul territorio nazionale, specialmente nella generazione dell’imprenditore vicino al pensionamento ed i propri figli appena introdotti in azienda, l’unica proposta possibile è quella di adottare una formazione differenziata, che coniughi le dovute necessità di entrambe le parti.

Da una parte l’imprenditore ancora “sul pezzo” che vuole capire prima di affrontare percorsi sconosciuti, dall’altra il giovane arrembante che desidera applicare strategie e/o strumenti che non garantiscono un’esatta misura di ciò che ne sarà al termine della completa adozione, sia come performance, sia come volume di business.

Faccio un esempio, in un’azienda che è stata leader di mercato da tanto tempo ed ancora fa un prodotto eccellente, che viene commercializzato con una rete distributiva non più adeguata (mi è capitato qualche giorno fa…), il fatto di pagare direttore commerciale e 4 venditori sul territorio, rappresenta un costo non più giustificabile, dal momento che oggi il personale di vendita non può più andare fisicamente a trovare i clienti solo per sapere e hanno bisogno di qualcosa…

Non dico di licenziare il personale di vendita, ci mancherebbe! Ma anche queste persone dovranno necessariamente essere aggiornate ed adeguate ai tempi…

Oggi esistono delle tecniche che possono essere adottate da un’impresa. Se solo l’imprenditore capisse che la rete commerciale fisica è sorpassata ed il proprio figlio studiasse le attuali tecniche marketing (che l’Università non gli ha minimamente insegnato), con curiosità, studio ed applicazione, si potrebbe avviare una svolta per il business della famiglia.

Se non si accetta tutto questo, l’azienda è destinata a collassare su se stessa!

Per quanto mi riguarda, seguo alcune aziende che con fatica ed intelligenza stanno adottando questo trapasso generazionale, indispensabile per il proseguo dell’attività, che darà da vivere alle generazioni future di imprenditori e collaboratori.

Giorgio

(*) Totale società italiane obbligate a depositare il bilancio.