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Lo Szimpla, il locale ungherese baluardo del recycling

La bellezza e la fama non si possono comprare.

Un’affermazione stramba per il nostro secolo, dove il connubio tra dio denaro e scoperte scientifiche ci permette di acquistare l’impossibile.

Pur nella sua contraddittorietà, l’essere umano ama ancora l’arte, un’arte pura, ispirata e disincantata. 

Non l’arte sfarzosa e barocca, ma quella fatta di creatività e colori, passione e semplicità.

A dimostrazione delle mie affermazioni, c’è lo Szimpla Kertmozi.

La difficoltà nel pronunciare questo nome è direttamente proporzionale alla meraviglia che si prova varcando la porta di uno dei locali ungheresi più originali.

Si trova a Budapest e nel 2012, la Lonely Planet lo ha inserito al terzo posto tra i locali più belli al mondo.

Questo luogo, in italiano “I bar tra le rovine”, è l’esemplificazione di un’espressione diffusa: 

“Non si giudica dalla facciata”.

Ed è questa stessa affermazione che ti balena nella mente appena giungi sul posto.

Infatti, arrivando di fronte lo Szimpla si rimane un po’ sconcertati e si pensa: 

“E questo sarebbe il celebre pub ungherese?” 🙄

Un primo impatto non piacevole insomma, perché da fuori sembra un locale losco, stile ghetto americano, con bodyguard musoni che ti ispezionano la borsa.

Ma è proprio questo elemento di contrasto che, una volta entrati, rende tutto più sorprendente.

Ad accoglierti uno spazio arioso e ricchissimo di cose e di persone.

Sembra di entrare in una città nella città, una macro Budapest delle meraviglie.

Tantissimi colori, un’atmosfera gioviale, allegra e assolutamente informale.

Tutti i sensi si acuiscono e non sai più dove guardare e cosa pensare, ti lasci semplicemente trasportare.

Cominci a circumnavigare questo spazio immenso, a più piani e inizi a comprendere la sua struttura.

Un insieme di locali diversi, tutti all’interno dello stesso cortile ed ognuno offre qualcosa: birre, cocktail, analcolici e cibo.

Tutti gli oggetti ornamentali seguono la filosofia del recycling, con murales, un arredamento di fortuna, luci e lampade colorate.

Oggetti incredibilmente assemblati, che danno vita ad un ambiente unico e originale.

Tantissime persone ma nessuna bolgia, tutti ben distribuiti, tutti rilassati e felici, sembra quasi una sceneggiata costruita a tavolino.

Ti lasci contagiare e pensi che in fondo i soldi servono a ben poco, se non ci sono le  buone idee a fare la differenza.

Un locale effettivamente low cost, con luci quasi inesistenti anche nelle ore di buio, elementi d’arredo di seconda mano e costi condivisi tra le molteplici attività presenti, ma con un’emozionalità senza precedenti.

La cosa ancor più entusiasmante e che, durante la serata, la musica a tutto volume passa da una sola saletta isolata a tutto il complesso e le persone migrano in massa dalle poltrone vintage all’improvvisatissima pista.

Insomma, senza togliere nulla ai locali super chic e lussuosi, lo Szimpla Kert è davvero l’esempio lampante di come questa filosofia del recycling possa rendere “l’antico” una fonte inestimabile di valore.

Ed il fatto che progetti come questo funzionino così bene, ha un unico significato: il cuore è ancora il regista dei nostri sensi e non viceversa. 

Senza un’anima anche il luogo più sfarzoso può risultare scialbo ed insignificante e lo Szimpla ne è l’esempio lampante.