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Il riconoscimento facciale come alter ego della privacy

Riconoscimento facciale e dove trovarlo.

Chi non ama i reality come il Grande Fratello non apprezzerà sicuramente le novità tecnologiche degli ultimi tempi.

Sul versante orientale, precisamente in Cina, quella di Orwell è una fiaba per bambini.

Infatti proprio nel Paese governato da Xi Jinping, si stanno sviluppando dei sistemi che rendono la privacy un privilegio per pochi, anzi per pochissimi. 

Stiamo parlando dei sistemi di riconoscimento facciale.

Quest’ultimi, non solo svolgono molte mansioni precedentemente rivestite da uomini in carne ed ossa, ma monitorano ed intercettano i movimenti di chiunque gli capiti a tiro.

A detta delle testate più celebri, questa tecnologia è utilizzata per rimpiazzare un mestiere antico come quello del portiere, o più semplicemente per sostituire i classici badge.

Ma l’utilizzo più esilarante è quello volto a moderare l’uso della carta igienica all’interno dei bagni pubblici ( se ne sprechi più di 6 centimetri in nove minuti, sono cavoli amari). 

Oltre alle mere funzioni sopraelencate, il riconoscimento facciale svolge anche compiti più nobili.

Supporta la polizia nel prevenire i crimini e nell’accalappiare i brutti ceffi, terroristi compresi.

Inoltre, questo sistema svolge anche un ruolo importante nella ricerca sociologica.

Il “Sistema intelligente per la gestione dei comportamenti in classe” ne è la dimostrazione.

Il software, presente in un istituto cinese, analizza il volto degli studenti ed è in grado di rilevarne l’umore attraverso le espressioni facciali e di definirne il comportamento/rendimento in base a delle azione predefinite (quante volte alzano la mano, quante volte si alzano in piedi, se chiacchierano con i compagni…ecc).

Tutto ciò senza turbare minimamente la sensibilità di genitori ed insegnanti.

Insomma, in Cina nessuno può mettersi le dita nel naso senza il timore di essere colto in flagrante!

Scherzi a parte, una rivoluzione di tale portata non riguarda solo il colosso asiatico.

Gli States hanno già inserito questo sistema grazie a Rekognition, un nuovo software per il riconoscimento facciale.

Rekognition è stato creato dall’azienda di commercio elettronico più famosa al mondo, niente di meno che Amazon.

Come afferma un articolo di Ninja Marketing, questo software:

“Può registrare fino a 100 volti in tempo reale e conservarli anche quando i volti non sono più inquadrati. Inoltre, fornisce un contesto alle immagini, riuscendo a interpretare gli attributi facciali per determinare fascia di età e stato emotivo.”

Il servizio online è attivo anche in Italia:

“È sufficiente fornire un’immagine o un video all’API Rekognition e il servizio può identificare oggetti, persone, testo, scene e attività, oltre che rilevare eventuali contenuti non appropriati. Amazon Rekognition offre anche funzionalità estremamente accurate di analisi facciale e riconoscimento facciale. Puoi rilevare, analizzare e confrontare volti per diversi casi d’uso di verifica degli utenti, catalogazione, conteggio delle persone e pubblica sicurezza. Amazon Rekognition si basa sulla stessa tecnologia di apprendimento profondo, collaudata e altamente scalabile, sviluppata dagli esperti di visione artificiale di Amazon, che permette di analizzare quotidianamente miliardi di immagini e video e per l’uso non richiede esperienza nell’apprendimento automatico. Amazon Rekognition è un’API semplice e facile da usare in grado di analizzare rapidamente qualsiasi file di immagine o video archiviato in Amazon S3. Amazon Rekognition apprende continuamente dai nuovi dati e continuiamo ad aggiungere al servizio nuove etichette e caratteristiche di riconoscimento facciale.”

Ed il costo è davvero irrisorio: “Con Amazon Rekognition, paghi solo per il numero di immagini o i minuti di video che analizzi e i dati dei volti che archivi per il riconoscimento facciale. Non sono previste tariffe minime né sono richiesti impegni anticipati.”

Dunque, l’utilità di questa tecnologia, quando si parla di crimine o persone scomparse, è indiscutibile. 

Ma il problema sorge quando sistemi ad alta pervasività come questi vanno a finire nella mani sbagliate.

Sicuramente, quello del riconoscimento facciale è un mercato in espansione che offre enormi guadagni (in Cina nel 2016 ha superato i 128 milioni di euro), ma bisogna fare sempre i conti con i possibili risvolti negativi in termini di diritti sociali e di privacy.

Noi di Gruppo Bang amiamo la tecnologia, d’altronde è su di essa che si basa il nostro lavoro, ma sappiamo riconoscerne i limiti.

Se hai bisogno della giusta dose di avanguardia, noi possiamo esserti d’aiuto.

Contattaci:

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